giovedì, 29 marzo 2007,13:19


Giorni molto, motlo pieni. Di scambi, di pensieri, di decisioni. Interrotti da un evento "normale", rifiutato dalla cultura occidentale, accettato dal versante asiatico.
Ed ecco che mi ritrovo ad amare qualcuno che avevo detestato per parecchio tempo, che con il suo carattere aveva storpiato  soavi musiche.
Non avrei mai pensato di poter provare del sentimento per una persona cosi diversa da me, e invece, mi ritrovo qui a chiedermi se potrò continuare a conviverci.
incertezza
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giovedì, 22 marzo 2007,17:59
Alle volte si pensa che non si debba essere influenzati, negativamente, dalla propria sfera familiare, almeno alla mia età.
Che il percorso prossimo è tuo, il loro è stato già ben digerito dal tempo, che se alcune situazioni si creano è dovuto solo ai loro sbagli antecedenti.
Ma non è facile, è un ingranaggio talmente meccanico, talmente bel oliato che niente è capace di interromperlo.
Mi spaventa quasi, io cresco, loro invecchiano, schiacciati da quella inadeguatezza che la maggior parte delle persone nutre nei confronti della propria esistenza, frustrati, ingoiati dal loro stesso nervosismo..ed io purtroppo cresco con loro, ho continue immagini nitide, suoni pesanti alla mattina, nervosismi acuti.
Tutti conosceranno il tiro alla corda, un pò arcaico, ma un esempio lampante per esprimere che io sono il centro di quella lunga fune, continuamente tirata da un lato all'altro.
Un centro che si sta spezzando, che cerca altre funi per formare un nodo stretto, stretto. Forse l'ho trovato, ma non ci si può legare così al prossimo, devi essete tu, corda, a saper resistere.
E con questo ho finito di raccontare una giornata pesante.
Un saluto a tutti quelli che gradiscono leggere le mie riflessioni.
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martedì, 06 marzo 2007,13:21

Solitamente non parlo mai di quello che accade al di fuori della mia testa, a meno che non si tratti di ricorrenze importanti. Ma oggi devo fare un eccezione, un eccezione molto piacevole.
Ieri sera, in compagnia di una mia amica, siamo andate a vedere SATURNO CONTRO, consapevoli entrambe di come saremmo uscite.
Ciò non mi spaventava affatto visto che sono una fan sfegatata del grande regista turco, ma stavolta è stato quasi più doloroso che con le FATE IGNORANTI, altro capolavoro.
Le lacrime, la tensione erano già sulla linea del via, pronte a scattare, con la paura di essere squalificate dall'imbarazzo, e invece hanno compiuto una corsa inarrestabile senza solcare nessun traguardo.
Anzi, il finale è stato un'altra tappa di queste olimpiadi di emozione,  e nonostante sia solo un film, l’ho vissuto come un qualcosa che mi appartenesse, un tassello nuovo al mio mosaico.
Consiglio a chi leggerà questo post di andare a vederlo, di cogliere il dolore e lasciarsi stuprare dalla tensione, sarà la violenza da parte di un adone, o di una musa per quanto riguarda la sfera maschile.
Francesca


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lunedì, 05 marzo 2007,20:07

Ascolto qualcosa dal ritmo incalzante, dalle tonalità forti, da tamburi –tuoni.
E il battito del cuore avanza, iniettando eros nelle mie vene.
E allora eccola spuntare l’alba un'altra immagine, di un corpo femminile, perfetto, sinuoso, dai seni floridi e labbra rubino, con la testa poggiata un guanciale di marmo.
Un ennesima scultura alla ricerca della perfezione, dove un fallo ingiurioso scolpisce, e penetra l’anima di chi sta a osservare.
Vorrei essere fenice.
E voi?


 




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domenica, 04 marzo 2007,14:46
sono incazzata come una iena, nel bel mezzo di un post il mio computer rifuta di proseguire e io rimango con delle immagini .
L'unica cosa è che mi sono divertita a pensare ad un orchestra animata, dove ogni strumento si rifiuta di seguire lo spartito e un violino si lamenta dei fianchi abbondanti, una tronba della sua testa enorme ma vuota, e un flauto di essere solo baciato.
Poi mi sono spostata sul pianoforte e ho pensato che esso non sia un unica anima ma una "divina commedia"
.Tasti neri diavoli, tasti bianchi succubi.
La punizione è nel non poter custodire le proprie note, ma regalarle a animi sciocchi.
Tuttavia esiste anche un lato positivo:
le carezze di un ipotetico pianista, dolce e animale.
Un amplesso che può durare ore come pochi minuti, e infine un panno freddo che ingoia il piacere.
Io credo di volermi ubriacare.
Non penso
che avrò commenti.
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