
Oggi mano nella mano con una venere, ho lasciato cadere un ciglio nell'orecchio di Dio per attirare la sua attenzione. Assopito e stanco su lastre blu, si è girato verso un lembo di mondo, facendo cadere il suo sguardo su tela umana.
Ha applaudito forte fin dall'inizio, come per donare spinta a quel piccolo atto di pura arte. E la forza delle sue mani che s'incontravano violente faceva tremare le mie gambe, tremare a tal punto che provocavano un forte rumore, come a coprire quel battito, cosicchè nessuno s'accorgesse di quell'inaspettato spettatore.
Gli angeli accorsi si divertivano a tirare le corde della mia voce, chiamarono orfeo ad acarezzare quelle funi, e che voce saliva, che smania di cadere avevo.
E caddi, caddi tra le braccia di quella venere, solo per un attimo che fu infinito.
Grazie







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