sabato, 29 settembre 2007,20:31
a letto con lei, nuda sul davanzale che guarda la luce del faro proteggere l'uomo dalle interperie del mare. Stanca si poggia, le braccia incrociate e il mento al centro, il riflesso della luna la sfiora timidamente, ha paura di saggiarne bellezza. Il suo corpo si confonde con la notte e il suo respiro aiuta il vento ad avanzare. Mi faccio coraggio e m'avvicino, colgo il suo battito, è fermo come l'ultima volta. L'accarezzo e le mani si sporcano di rosso, sta piangendo sangue.
La follia l'ha ferita, come veleno l'ha stordita e ora le fa piangere lacrime rosse di dolore, l'amante dell'amore.
Cerco di coprirla, rifiuta il mio calore per patire gelo di disperazione, la rivesto, lo sguardo s'allontana. Fugge, la sua ombra sarà l'ultima a rivolgermi attenzione. io Rimarrò in attesa a quel balcone, osservandola fuggire senza poter reagire, masticando la stessa folia che non è riuscita a fuggir via.
Rimarrà l'incanto dell'estate, l'odore di vino e le grasse risate. Folate di brezza marina aiuteranno a far giungere la mattina.
Scenderò le scale e scorgerò la follia scappare, evadere da quelle pareti nude, per morire tra fredde dune.
Sabbia sarà la sua tomba e ogni qual volta che verrà calpestata, la follia rinascerà affamata.
La vittima? Il lettore che mi ha dato l'onore di leggere queste poche righe.
Grazie


by Fleursdorange | categoria: | Link | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 26 settembre 2007,18:16
il titolo del post a qualcuno potrà sembrare banale, già sentito, o totalmente inesistente o una frase già pensata, oppure qualcosa di blasfemo. Non credo che m'interessi del parere altrui in questo momento, perchè quando la musica sussurra, io rimango attonita, priva di potere e mi unisco alla scrittura, formando una triade meravigliosa.
Questa frase viene partorita da un momento di assoluta pazzia nell'involucro della mia macchina che sfrecciavo ai 100 su uno dei viali più importanti di bologna. Se qualcuno ha buttato un occhio alla mia macchinina rossa quella sera vedrà una donna dal viso segnato di lacrime e la bocca aperta come a voler inghiottire il suono,  a gridare frasi sconesse, senza ricavare nulla, niente di materiale. In quel momento il tuo corpo è al volante e la tua anima agisce, ti strattona e gridate assieme, posseduti dalle dea della giovinezza. Raccoglie nelle tue labbra quelle lacrime, deglutisci e le culli nel tuo ventre, aspettandone il ritorno.
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martedì, 11 settembre 2007,13:42
Dondolo, lentamente, sulla mia sedia color paglia. Le braccia abracciano le ginocchia, gli arti si nutrono di se stessi e lasciano la mia nuca tendere la testa verso l'alto, fissando un muro di candide nuvole. Ho troppi dissapori interni, non riesco a liberarmene, sono dinanzi a una scelta, costretta, continuamente costretta.
Venezia è stata un esperienza meravigliosa e angosciante. Compagne di stanza straordinarie e pellicole che sfoggiavano la loro storia colmando la mia sete di emozione. Ho sprecato più lacrime durante il festival che in altre situazioni, l'ultima delle romantiche? Non credo, una sognatrice finita sicuro...Alle volte dovrei ascoltare il Principio della mia vita, dare retta alle sue motivazioni e non credere più. Ho fallito miseramente, posticipare, posticipare senza credere, realmente.
Le mostro il mio fuoco e il suo sguardo lo spegne col gelo. Le mostro le mie glorie e ne cancella la storia, verso passione sulle guance e mi lascia bruciare.
Non riesco più a sopportare.
Sbaglio.
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