La porta in fondo è semichiusa, la luce di una bajoure fa da sentiero all'ospite "gradito". Un attaccapanni sulla destra accoglie il mantello dell'uomo. Un gesto rapido e la cintura cade ai piedi del letto. Altri cigolii e un attimo di silenzio. Si sente fruscio di carta. lo sbattere della porta e di nuovo la quiete.
Mani di una fata senz'abito raccolgono quel vile denaro. Lo divide in due parti, una più spessa l'altra sottile. La porta si apre di nuovo, un tonfo e la piccola fata cade a terra, colpita. é entrata la strega cattiva, emette suoni gravi da quelle due tracce pesanti di rossetto, addita la fatina scalza e le ordina di rivestirsi, in fretta per giunta, un altro orco ha il diritto di macchiare la sua favola.
La luna spia commossa dalla finestra, invita le stelle a vestirla del loro candore. Che sia pura durante il buio del suo dolore.
Nessuna lascrima ha il coraggio di rigare quelle guance, il suo cuore di bimba è schiavo di una mente donna.
L'orco è arrivato, il sipario calato.







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