solo 15 anni fa credevo, anzi mi biasimavo di possedere una famiglia vasta e unita, di cui ammiravo la forza, la bellezza, l'ingenuità. Ne amavo i loro figli, il riso che scendeva dai cieli azzurri di fredde mattine invernali, le grasse risate attorno ai tavoli.
In seguito la forza divenne debolezza, lasciando il cuore senza meta, sperperando denaro inutilmente e credendo di saper allevare un figlio con dovere.
La bellezza appassì, divenne un magro pavone a cui erano recise la metà delle piume, s'innamorò di personaggi importanti e conobbe l'uomo dallo sguardo inesistente, creando un frutto tinto di bellezza ma oscurato dalle sue poche piume.
Infine l'ingenuità fu colta alla sprovvista, le fu tolta ogni cosa, i propri figli lasciavano cadere lacrime di paura che non riusciva a raccogliere.
Ognuno di loro appartiene allo stesso sangue, ma questo legame viene a mancare, seppellito dall'egoismo di dominare.
Dolce rosso.
In seguito la forza divenne debolezza, lasciando il cuore senza meta, sperperando denaro inutilmente e credendo di saper allevare un figlio con dovere.
La bellezza appassì, divenne un magro pavone a cui erano recise la metà delle piume, s'innamorò di personaggi importanti e conobbe l'uomo dallo sguardo inesistente, creando un frutto tinto di bellezza ma oscurato dalle sue poche piume.
Infine l'ingenuità fu colta alla sprovvista, le fu tolta ogni cosa, i propri figli lasciavano cadere lacrime di paura che non riusciva a raccogliere.
Ognuno di loro appartiene allo stesso sangue, ma questo legame viene a mancare, seppellito dall'egoismo di dominare.
Dolce rosso.







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