Nuda, nuda sei e nuda rimani dinanzi al tempo che scorre e non logora, ma ti attraversa come pioggia tra i capelli.
Nuda in una fotografia, nuda vicino a una cattedra, nuda, sempre.
Intravedo ancora dei graffi su quei seni, come se avessi voluto strapparti il cuore, per donarlo a chi non aveva spazio da offrire. Quante volte , quante volte bambina mia hai lasciato che quel sangue cadesse, che coprisse di rosso l’addome.
Troppo io credo, avrei già ceduto, non l’avrei più donato e invece tu, con la stessa forza, irruenza, quasi ti vendi al primo passante, al primo sorriso, al primo complimento, confermando le tue paure, il tuo terrore di un ennesimo rifiuto.
Elargisci il tuo denaro di sangue a mani avide, a strozzini d’amore.
Non hai freddo bambina, non hai voglia di coprire quelle ferite, o vuoi ascoltare ancora il vento delle ingiurie scorticare ogni tuo arto.
Rimani tuttora impassibile, mi guardi come un cieco senza bastone. E io, qui, nell’atrio di un teatro buio, a guardare lo stesso spettacolo ogni sera, ad osservare i tuoi ricordi e le tue ansie ballare, la tua forza morire tra le braccia di una furia debole, il sipario non cala e nessun pubblico applaude, ma da le spalle, stanco della stessa rappresentazione.








by Fleursdorange | categoria: |